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Da questa pagina ha inizio la mia passione per la radio; ti racconterò come essa, si sia evoluta nel tempo e come faccia ancora, parte di me, nonostante gli anni trascorsi.. 

In un certo senso, posso dire ch'è nata con me.  Ricordo che già da piccolo, quando andavo a spasso, avevo sempre con me, una radiolina a transistor, capace di ricevere le onde medie e quelle corte. 

L'appoggiavo sul davanzale della camera da letto dei miei genitori, avvicinandola bene, alla struttura metallica della finestra; d'altra parte, non avevo antenna, e poi, ero proprio agli inizi dell'ascolto in onde corte. 

c'erano radio che trasmettevano musica strana, altre, parole, in tante lingue diverse fra loro, che noncapivo; ricordo però molto bene quel gracchio tipico delle hf, e l'evanescenza del segnale.     

 tutto questo costituiva per me, una sorta di mistero che mi attraeva.  

trascorrevo tanti pomeriggi, passando da una stazione all'altra, da una lingua all'altra, come se il mondo, fosse tutto racchiuso in quella scatoletta; la mia radio. 

L'emissione in, A.n.,  (il più semplice fra i metodi trasmissivi).  

rendeva facilmente decodificabili, anche le telefonate fra le navi in mare aperto e terra, che venivano diffuse dal Servizio Radiotelefonico Marittimo, meglio conosciuto, come Roma radio; chi non le ha ascoltate in quel periodo?  

Un pomeriggio del 1968, mentre con la mia inseparabile radiolina, esploravo le frequenze, succedeva qualcosa di inconsueto;sentivo due persone che parlavano fra loro; si  scambiavano messaggi; utilizzavano uno strano codice che non comprendevo. 

mio padre, che già sapeva qualcosa, mi parlava di radioamatori, ricevitori, cose strane, ma io, in verità, ero troppo piccolo per capire; avevo solo otto anni. 

Qualche giorno dopo, arrivava a casa, una radio gigantesca, se messa a confronto con la mia radiolina. Si trattava di un ricevitore Alicrafter, grande, completamente a valvole, a cui ricordo, bisognava attaccare la massa per non prendere la scossa. 

Quest' ultimo particolare, me lo ricordo bene, perchè prima che mio padre si decidesse ad attaccare sto benedetto filo, è trascorso del tempo, ed io, di scosse, ne ho prese tante. 

Finalmente, col nuovo ricevitore, i segnali, non risentivano più, dell'effetto evanescenza, anche grazie alla presenza  dell'antenna che migliorava la qualità della ricezione; l'audio poi, era tutta un altra cosa, rispetto alla mia piccola radio; d'altraparte, la differenza fra una radio a transistor ed un ricevitore a valvole, da qualche parte si doveva pur sentire. 

Finalmente potevo mettermi alla ricerca di quelle stazioni che avevo già sentito. 

A forza d'insistere, qualche giorno dopo, riascoltavo nuovamente quelle voci che iniziavano a diventare familiari.   

questa volta la loro conversazione, era più lunga e meno intrisa di codici, tanto da renderla più gradevole e comprensibile.   

Uno dei due amici, si faceva chiamare gemini 5, l'altro, m3.   

Da quel momento, col nuovo ricevitore,  riuscivo sempre più facilmente , a ritrovare quella gente  che nel frattempo,   aumentava di numero.   

Un giorno, ascoltavo una voce, che a me,  risultava molto familiare.    

una domenica, nel corso della messa delle dieci, riconoscevo nella voce di Padre Pompeo, quella che sentivo tutti i giorni alla radio. 

 Incredibile!,  dicevo a mio padre che si trovava vicino a me; la voce che ascoltavo tutti i giorni alla radio, era la sua!   

Non potendone più di questa tiritera, mio padre chiedeva al sacerdote, se fosse lui quello  che parlava alla radio. 

Alla domanda, non solo rispondeva affermativamente, ma egli ci invitava ad osservare un'antennina che consisteva in qualcosa di molto simile ad un ombrello,  con quattro stili inclinati a 45 gradi ed uno verticale, ed un paio di radiotrasmittenti a 12 e a 23 canali.  

Al termine della visita, Padre Pompeo, disse a mio padre che  si sarebbe adoperato per cercare un apparecchio di seconda mano per farmi iniziare a trasmettere. 

Qualche giorno prima di Natale del 1968, arrivava a casa mia, "babbo Natale" con il primo apparato ricetrasmittente; un Lafayette hb23;   

(5 wat, 23 canali). L'antenna, era identica  a quella di Padre Pompeo; una ground plane che avevano costruito insieme. Successivamente giungevano a casa mia, un Lafayette he 20 t, un Lafayette Comstat 25 b, Lafayette Telsat 25 b.     

Oltre ai già citati amici, vi riporto un parziale elenco con le sigle di altri cb presenti a Roma, nel 1968:    

Gemini 5, M3, Arizzona 70, Roma sud, Marocco 2, Titano, Samurai, Leone primo , Golf 1 Golf 4, Gulliver, Tom, r15, alfa 7, Elba 2, Elba 3, Mizzar, Vega, samuraj, penna rossa,   ed altri.  

lo scopo di queste pagine, è quello di recuperare quei momenti, attraverso le foto ed i racconti dei protagonisti di quegli anni, di conseguenza, se disponi foto o fai parte di quel periodo

fammelo sapere!

 


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