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Ogni anno trascorro le vacanze estive, a Sant'Andrea Jonio in Provincia di Catanzaro, nella casa in cui nascono mio nonno e mio padre.  

Quest'anno, è un estate particolare, perchè per la prima volta, porto con me, l'apparato, un Lafayette he 20 t,  e una ground plane costruita da mio padre, nella speranza di divertirmi un po'.  

Chi sa se riuscirò a fare collegamenti?

Lo spero vivamente, anche perchè, il mio rapporto con questo paese, non è che sia idilliaco, a causa della cattiva educazione di alcuni suoi abitanti.

Mi piacerebbe andarmene in giro da solo, o con mio fratello, come faccio di solito a Roma, ma qui, ci sono flotte di maleducati, che mi fermano per le viuzze, semplicemente per domandarmi: 

 di chi sei figlio? 

mi riconosci?

Il profondo amore che ho nei confronti di mio padre, mi impedisce di mandarli tutti a farsi fottere!

Roba da matti!

Una persona che incontro se tutto va bene, una volta l'anno, pretende pure che io lo riconosca!

non me riconosco da solo, manco quando me faccio la barba!

 figurate se riconosco a lui!  

poro scemo!

Mio padre intanto, ignaro dei miei sentimenti, fra l'affetto per lui e la voglia di mandare a quel paese un po' di gente, controlla i connettori, installa l'antenna, misura le onde stazionarie e poi mi dice:

tutto a posto,  ora puoi chiamare!

Perplesso giro il commutatore dei canali alla ricerca di qualcuno che parli, ma non sento nulla;

tutto muto. 

Un silenzio così, non l'ho mai sentito in vita mia;  

sembra che l'antenna non sia nemmeno connessa.

A Roma, invece, si sente il rumore delle auto e gli splatters dei cb vicini. 

Incavolatissimo, dico a mio padre:

"ma dove cavolo mi hai portato in Africa?" 

"qua non c'è nemmeno un cb!"

" voglio ritornare a Roma"!

papà, che anche in questa occasione non perde la sua calma olimpica, mi dice:

"prova a chiamare,se vediamo che nei prossimi giorni non si sente proprio nulla, ti riporterò a Roma". 

Confortato da quella risposta, inizio a chiamare, tanto, dico fra me e me: 

qui non risponderà nessuno!

Lascio la portante al termine della chiamata, e invece, si scatena l'inferno.

Ci sono almeno una trentina di stazioni dal nord Italia che mi chiamano. oltre agli stranieri che fanno cq dx Italy;  

nessuno di loro ha una qsl di Catanzaro, di conseguenza mio fratello, si deve sobbarcare il peso di compilarle.

Soddisfatto, Frascati 2, con un po' d'ironia, mi chiede se per caso, io abbia ancora intenzione di tornare a casa.    

Ovviamente no! rispondo io.

Nel 1969, in Provincia di Catanzaro, settore ionico, la frequenza è praticamente deserta. 

Il primo cb che collego, abita a Catanzaro nord e si fa chiamare sigma 1. 

Egli trasmette con un portatilino da 100 mw solo sul canale 14. 

 Se consideri la distanza in linea d'aria, fra casa sua e Sant'Andrea, ti rendi conto che è un bel collegamento, soprattutto per l'esigua potenza del corrispondente. 

Gli anni successivi, vedono un notevole incremento di stazioni in zona, di conseguenza,  ci sono nuovi amici con cui parlare.

Benito k2;

 potentissima stazione che collega il Brasile tutte le sere;

con lui ci vediamo ogni tanto a Soverato o a Pietra grande, per gustare una granita insieme.

Nilo 3, simpaticissimo signore, alto e grosso, a cui piace sempre parlare di culinaria.

Memorabile l'episodio che lo riguarda, in cui  dice a tutti di avere una voglia matta di mangiarsi un secchio di fagioli 

 alla "troppitara", cioè cotti in tanto olio d'oliva e mangiati con la cipolla a coppa.

 

 luna rossa di Catanzaro Lido, az4, Fedora e sua figlia calamiti Jane, li sento molto spesso e parlo volentieri con loro.

Calicantus, è una persona squisitamente gentile;

ogni tanto mi capita di incontrarlo quando vado a trovare Francesca.

90:

il suo nome è Sergio; si tratta di un personaggio molto conosciuto, del quale, per motivi di privacy, non posso dire di più.

Egli, ogni tanto, organizza cene con i cb nella sua splendida casa al mare ed  io, partecipo molto volentieri.  

radio mare, abita come dice il suo nominativo, in una casa proprio vicino al mare;  

ha una posizione invidiabile per la radio e un ottimo apparato;

Rino diventa il Presidente del Gruppo I.R.O.

Un pensiero particolare lo dedico a Francesca; 

lei trasmette dall'ospedale Civile di Catanzaro, dov'è ricoverata da tempo, a causa di un violentissimo incidente.

Franci trascorre quasi tutta la giornata in frequenza e sa tutto ciò che accade in radio.

I cb le vogliono bene e la vanno  a trovare spesso.

A proposito di fanciulline, ti ricordo che l'estate la passo qui, di conseguenza, ho tutto il tempo per conoscerle. 

Susy e Giovanna,  abitano a Bella vista;  

sono due sorelle allegre e simpatiche con cui mi intrattengo volentieri a parlare. 

Alice è una ragazza di Roma che trascorre le sue vacanze a casa dei cugini a Sellia marina;

anche lei si diverte molto con la radio, perchè a Roma, non ce l'ha.  

Loredana che io chiamo Lori, abita a Catanzaro e Pietra grande;

anche lei, nonostante impegni ed impedimenti, riesce ogni tanto ad accendere la sua radio.

Ci scriviamo e ci vediamo per diversi anni, fin quando eventi della vita, rimuovono questa amicizia epistolare adolescenziale; 

probabilmente deve essere così!

Giovanna abita a Catanzaro;

è una ragazza veramente divertente e cordiale;

 di tanto in tanto, viene anche a Roma e ci incontriamo, poi, la vita fa sparire dalla scena anche lei;

peccato!

 

Come accenno nella pagina dedicata all'ottantesimo compleanno di mio padre, nel 1975, costruisce di sana pianta, Radio stop, (96 mhz in fm stereo) ed io da quel momento, abbandono definitivamente la cb catanzarese per dedicarmi interamente all'fm.

E' bello realizzare trasmissioni, parlare con la gente la sera al telefono, approfondire temi e problemi di interesse comune ed ascoltare la musica, con la passione di chi ama la radio, veramente in tutte le sue accezioni.

Girare per Soverato e scoprire che in tutti i negozi e bancarelle, si sente radio stop, mi rende veramente felice.  

Adesso ti racconto una cosetta, evitando ovviamente di fare nomi e luoghi.

Una sera, con la mia famiglia, decido di andare a mangiare una pizza a Soverato;

fin qui, niente di strano.

Mentre mangiamo, vicino al nostro tavolo, ci sono alcuni ragazzi e ragazze che ridono, scherzano e mangiano anche loro.

Negli anni 70', le radio private, hanno un impatto fortissimo sulla gioventù e l'argomento dei dj, è molto gettonato.

Ad un certo punto, le mie orecchie, percepiscono distintamente che una di loro, parla della radio e di noi, con la sua amica.

Le due fanciulle, non sembrano essere d'accordo su quale dei due fratelli, sia il più bravo!  

Una dice che Roberto è più simpatico e fa battute, l'altra dice che però Giuseppe, sa trattare anche argomenti importanti ed è più maturo!

A me, me viè da ride!

Sentito il tenore della conversazione, tiro un calcione a mio fratello per destare la sua attenzione e fargli sentire il resto.

Egli capisce la suonata e noi evitiamo di alzare troppo la voce per paura di essere riconosciuti, salvo poi, dedicare loro un brano, il giorno dopo.

Non puoi immaginare che succede durante la trasmissione delle dediche che solitamente, va in onda dopo pranzo.

Il telefono inizia a suonare e mio padre che invece si butta sul divano in cantina per prendere il fresco e sonnecchiare, si sveglia per lo squillo continuo dei telefoni e si incavola come una biscia.

Egli russa e noi, siamo costretti ad inventare un personaggio che ogni tanto, invade lo studio per dormire e russare a tutto gas.

Che vuoi che ti dica!

 la radio è stupenda, divertente e geniale;

la gente che ti ascolta,  qualche volta ha fiducia in ciò che dici, c'è da stare attenti!  

Prendo ad esempio Topi: 

 una delle mie ascoltatrici più dolci e problematiche; 

una ragazza più grande di me, con un passato difficile e poca fiducia nel futuro.

   Non ti nascondo che spesso mi chieda che fine abbia fatto e se un raggio di sole, abbia finalmente baciato anche lei.  

Oggi le cose sono diverse:

 la comunicazione è un lavoro;

 i comunicatori di professione, non raccontano quasi mai la verità e bisogna diffidare di ciò che dicono.

Quanta acqua è passata sotto i ponti del  nostro Paese e quanta passione si è consumata nel cuore di tanti giovani che ci hanno creduto.

E Sant'Andrea?  

Il paese è bellissimo, stupendo e irripetibile!

ma la gente che continuerebbe ad impicciarsi, riceverebbe ciò che merita:

disprezzo e indifferenza; 

 due medicine difficili da digerire.

 


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