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Finalmente, il 7 dicembre 2007 alle ore 10.30, si è
tenuta una riunione delle Associazioni dei radioamatori italiani; erano
presenti: ARAC , CISAR, PoloPositivo, ERA; assenti, come al
solito, i rappresentanti ARI (quelli del dna). In discussione modifiche
all’Allegato 25 DLG 259 1° agosto 2003, che regola l’ammontare dei diritti amministrativi
ed i contributi per reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso
privato. In poche parole, l'aumento dei canoni. Tanto per non girarci intorno, sappiate che il
Ministero intende introdurre il pagamento del canone in un'unica soluzione di
50 Euro, e di Euro 200.00 per l'istruttoria relativa alla richiesta di
Autorizzazione ad esercire un impianto automatico non presidiato
(ripetitore). Ricorderete che anche lo scorso anno, il Ministero
chiese, senza ottenerlo, l'accorpamento di tale somma; grazie all'intervento
risolutivo dell'ARAC e di POLO POSITIVO, il provvedimento, non passò. Oggi il Ministero ci riprova ed afferma che incassare
un canone di 5 Euro, è anti economico, da qui, nasce la "brillante
idea" di farcelo pagare tutto insieme. Ad ogni buon conto, anche in questa occasione, le
associazioni ARAC, CISAR e PoloPositivo, hanno manifestato la loro
contrarietà all'ipotesi. Ora però, c'è bisogno di passare dalle parole ai fatti;
vedremo questa volta se anche le altre Associazioni, seguiranno l'ARAC e POLO
POSITIVO, su questa strada, o se, viceversa, ci lasceranno da soli. Mi raccomando, fate un bel nodo al fazzoletto, in modo
che possiate ricordarvi e cercare fra le notizie, se vi saranno iniziative
comuni che vedranno unite le Associazioni su questo fronte, o se noterete che
calerà il silenzio sull'argomento. Per quanto ci riguarda, sappiate fin d'ora, che non
andremo certamente da soli ad incatenarci davanti al Ministero delle
Comunicazioni per i radioamatori, quindi, chi ha buon orecchio
intenda! Riteniamo che, a fronte della richiesta di un importo
superiore, l'Amministrazione, debba fornire ai radioamatori, un adeguato
servizio ispettivo e di controllo delle comunicazioni abusive e delle
interferenze, in realtà, mai avvenuto; inoltre,secondo noi, il pagamento in
un unica soluzione del canone, è anti costituzionale, poichè, a nessun altra
categoria di cittadini, è "riservato" analogo trattamento; inoltre,
il provvedimento, non tiene conto della libertà riconosciuta ad ogni
cittadino, di interrompere , in qualsiasi momento, lo svolgimento di
qualsiasi attività, ivi compresa quella radio. L’era, nel corso della riunione, ha manifestato
il suo pieno appoggio ad entrambe le iniziative ministeriali, affermando che
"far pagare un canone per autorizzare un ripetitore, può essere un
deterrente contro la nascita di ponti selvaggi". Beato chi ci crede!
Qualcuno dimentica che ultimamente c'è la moda di accendere ripetitori senza
nominativo e fuori banda; tanto, non dice niente nessuno! sarebbe stato
meglio mantenere integro quella specie di Regolamento che avevamo, piuttosto
che consentire a chiunque di installarli, anche a membro di segugio,
come avviene oggi; ma questa, è un'altra storia e noi vi invitiamo
a leggere il prossimo editoriale.. |
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