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Per spiegarti in modo semplice che cos'è un antenna, debbo fare appello alle parole e concetti più semplici che conosco.    

D'altra parte in questo sito, mi rivolgo a un pubblico prevalentemente formato da persone che vogliono imparare con calma, di conseguenza, qui i tecnicismi, sono banditi.

Per quanto riguarda le definizioni, i concetti astrusi, le formule ed i grafici, li potrai trovare in gran quantità, nei siti specializzati del settore; qui trovi solo cose semplici. 

L'antenna è un dispositivo in grado di irradiare e captare onde elettromagnetiche.  

Si tratta più correttamente , di un trasduttore in grado di trasformare un campo elettromagnetico captato in un segnale elettrico, e di irradiare, sotto forma di campo elettromagnetico, il segnale elettrico con il quale è alimentato. 

In altre parole,  l'antennapuò, se alimentata da un segnale, assorbire l'energia che poi restituisce nello spazio circostante,  sotto forma di onda elettromagnetica (antenna trasmittente) oppure assorbe energia da un'onda elettromagnetica che la investe generando una tensione ai capi (antenna ricevente).   

Secondo il principio di reciprocità più volte sperimentato, essa, può assolvere ad entrambe lefunzioni.  

Sempre in linea di principio, qualsiasi oggetto conduttore, si comporta da antenna, qualunque sia la frequenza dell'onda elettromagnetica,  o del segnale con cui viene alimentata.  

In pratica l'entità del fenomeno in condizioni casuali,  è infinitesima e del tutto trascurabile, mentre essa diventa significativa, quando la frequenza elettromagnetica corrisponde alla frequenza di risonanza elettromagnetica dell'oggetto.  

In altre parole, per semplificare il concetto, posso dirti che, se casualmente l'oggetto, corrisponde alla lunghezza d'onda, esso si comporta come un antenna, amplificando il segnale ricevuto.  

in questo caso le tensioni in uscita dall'antenna (o il campo elettromagnetico generato) sono utilizzabili praticamente per la ricezione e trasmissione radio.

Quindi, se vuoi cercare una buona antenna, semplice e senza fronzoli,  ti consiglierei un oggetto metallico,  che abbia la forma più semplice, come  un pezzo di filo teso orizzontalmente:  

 il dipolo elettrico

Questa antenna,  è semplice anche dal punto di vista matematico e può essere studiata teoricamente,  senza che tu ricorra alle equazioni di Maxwell

o altre complicazioni del genere.  

Essa, è facile da costruire, misurare e accordare, viene usata     

Come parametro di confronto con le altre antenne.

Il guadagno è misurato per confronto tra l'antenna considerata e una di riferimento, generalmente un'antenna isotropa cioè che irradi in modo uniforme, in tutte le direzioni.    

Spesso come riferimento si usa il dipolo perché una sorgente isotropa è un'idealizzazione e non può essere praticamente realizzata, ma ha un guadagno di 2,1 dB, rispetto ad una sorgente isotropa.  

La maggior parte delle antenne reali irradiano più di un'antenna isotropa in alcune direzioni e meno in altre.   

Il diagramma di radiazione è la rappresentazione tridimensionale del guadagno, ma solitamente si preferisce più comodamente considerare i diagrammi di sezioni orizzontali e verticali.   

Le antenne ad alto guadagno solitamente presentano dei lobi laterali. 

Essi sono dei picchi minori del guadagno rispetto al lobo principale (il "fascio").   

Ogni tipo di antenna ha la sua impedenza caratteristica che devi conoscere per poterla adattare alla linea di trasmissione, cioè fare in modo che l'onda che si propaga venga completamente trasmessa e non riflessa.

Il coefficiente di riflessione,  ti offre una misura della quantità di onda che torna verso il generatore.   

Alcune impedenze caratteristiche:

Dipolo aperto 72 Ohm

Dipolo chiuso 300 Ohm

Ground plane (120 gradi)50 Ohm

Inverted V (60 gradi) 50 Ohm

Marconi 1/2 onda (presa calcolata) con discesa ad 1/7 dal centro 600 Ohm.  

L'impedenza caratteristica di un'antenna si può agevolmente adattare al cavo mediante l'uso di appositi trasformatori di impedenza come i balun e gli accordatori che possono essere costituiti da tratti di linea risonanti con la frequenza caratteristica dell'antenna o spostando l'attacco della linea di discesa dal centro dell'antenna stessa.  

In fondo, anche un'antenna risonante non è altro che un trasformatore che adatta l’impedenza di uscita di un trasmettitore o di un ricevitore,  generalmente 50 ohm con quella dello spazio tipica 377 ohm

Il dipolo, è costituito da due spezzoni di cavo elettrico, la cui lunghezza è 1/4 d'onda ciascuna.   

La lunghezza totale del dipolo è quindi di 1/2 onda.  

Nel caso dei 10 metri,  la lunghezza teorica di questo tipo di antenna, è di 5 metri, di conseguenza essa viene disposta orizzontalmente al terreno o a formare una V invertita con un angolo di circa 60 gradi. 

in questo caso il dipolo presenta un'impedenza di circa 50 ohm (adatta ad un tipico cavo coassiale) e una maggiore omnidirezionalità rispetto al dipolo steso in orizzontale che irradia principalmente in sole 2 direzioni. 

Dipolo a 1/4 d'onda (verticale)  [

L'antenna verticale è composta da un solo elemento, verticale, la cui lunghezza d'onda, è di 1/4 d'onda.   

A differenza del dipolo essa ha bisogno di un piano di terra, cioè di un "piano" riflettente, in modo da risultare per il trasmettitore o per il ricevitore come un elemento doppio. La sua impedenza caratteristica varia da 37 ohm per i piani di terra a 90 gradi rispetto all'elemento radiante a 72 ohm se l'angolo fosse 180 gradi.    

Normalmente i piani di terra si inclinano di circa 120 gradi rispetto all'elemento radiante per avere un'impedenza caratteristica di 50 ohm, adatta per connettere l'antenna ai cavi coassiali normalmente in uso.

Loop magnetico  

L'antenna LOOP MAGNETICA è costituita da un cerchio con una apertura nella parte alta, ove è inserito un condensatore variabile,  che provvede a sintonizzarla sulla frequenza di lavoro. 

Per comodità di comprensione le paragono ad un dipolo ripiegato in cerchio ove le due estremità anziché finire libere in aria finiscono ai capi del condensatore variabile.  

Questa antenna,  è caratterizzata da un basso rumore e da una marcata direttività che si esprime nella direzione del cerchio e non perpendicolare ad esso, come invece avviene nel dipolo.  

Antenna ad Elica    

L'antenna ad elica, realizzata per la prima volta nel 1946 dal fisico americano Kraus, presenta una struttura geometrica realizzata da un filo conduttore avvolto su una superficie cilindrica di materiale isolante o avvolta in aria.  

Essa, si caratterizza a seconda dei suoi parametri geometrici che ne determinano anche il funzionamento. 

La conoscenza dei parametri geometrici risulta quindi fondamentale per il progetto e la sua realizzazione.  

In sostanza le eliche monofilari si differenziano per il modo di radiazione, ossia per la forma del pattern relativo al campo lontano irradiato.   

I principali modi di funzionamento,  sono quello normale e quello assiale.  

Harray 

Un harray è, un insieme di antenne identiche, messe in linea o in piano, orientate nella stessa direzione, alimentate in generale con ampiezza e fase distinte per ogni elemento. 

Il vantaggio di usare un sistema simile, consiste nella possibilità di ottenere un diagramma di radiazione configurabile quasi a piacere, variando le ampiezze e le fasi delle singole antenne che lo compongono.  

Inoltre è possibile progettare un impianto di antenne, per ottenere lobi principali e nulli, in posizioni desiderate.  

Esistono anche array programmabili, in grado di cambiare il loro diagramma di radiazione, modificando l'alimentazione degli elementi che lo compongono.  

Il loro uso è particolarmente indicato nelle applicazioni spaziali, dove spostare fisicamente un'antenna o un array di antenne,  per migliorare il segnale in una zona specifica, è impresa impraticabile. 

Infine, vorrei dire che la parola "antenna" proviene dai primi esperimenti condotti dal nostro maestro Guglielmo Marconi.

Essa deriva dalla parola marinaresca che indica il lungo palo traverso che sostiene in alto la vela quadra o latina.   

L'estensione fu coniata dallo stesso Marconi, mentre osservava che, appendendo uno dei due terminali dell'oscillatore all'epoca un cubo o una sfera di ferro stagnato, su un alto palo una "antenna"), i segnali trasmessi e ricevuti,  potevano coprire distanze maggiori.  

 

 

 

 


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