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Da qualche decennio, alcune associazioni radioamatoriali di vari paesi del mondo, mettono in orbita, dei piccoli satelliti artificiali ad uso amatoriale.

 

La loro costruzione e messa a punto, sono affidate a radioamatori ingegneri, progettisti, con l'aiuto di semplici appassionati del settore.  

 

Le ingenti spese di lancio sono teoricamente coperte dalla  raccolta volontaria di fondi racimolati fra i radioamatori interessati, tuttavia, conoscendo il sistema "Italia", ed il vezzo di certe Associazioni, non escluderei che anche in questo caso, Pantalone ci metta lo zampino.  

 

Il satellite radioamatoriale, funziona un po’ come un ipotetico ripetitore posto nell'orbita terrestre:

riceve il segnale su una banda e lo ritrasmette contemporaneamente su un'altra.  

 

Per avere un buon risultato, esso utilizzerà frequenze in cui il segnale potrà essere ricevuto e ritrasmesso a grande distanza.

 Ciò avviene in VHF, UHF ed SHF, perché qui, la ionosfera, è trasparente ed esso raggiunge lo spazio senza ostacoli o attenuazioni.

 

Alcuni satelliti russi,  della serie Sputnik però, fanno eccezione:

ricevono in 21 MHz e ritrasmettono in 29 MHz.

Le stazioni radioamatoriali, sono presenti nello Shuttle, nella Stazione Spaziale Internazionale ed erano presenti già nella MIR prima della sua dismissione.

 

Alcuni radioamatori facoltosi, parlano in diretta con gli astronauti o cosmonauti;  

gli altri, ascoltano!

Ti dico ciò, poiché un impianto satellitare degno di questo nome, costa molti soldi e non è certo alla portata di tutti, non farti ingannare! 

Se hai soldi da spendere e vuoi divertirti veramente, devi possedere: 

uno o più apparati che abbiano la possibilità di trasmettere e ricevere sulle frequenze e modalità previste dai satelliti,

cavo di discesa di ottima qualità, a bassissima  attenuazione di segnale, antenne direttive accoppiate con rotore ad elevazione per seguirne la tragittografia.

 

Esistono molti programmi amatoriali per direzionare, elevare e calcolare il puntamento delle antenne, per prolungarne il periodo di acquisizione.

Normalmente, ti basterebbero pochi watt ed una verticalina per entrare in un satellite, ma la costante presenza dei così detti big, che io definisco in un altro modo, ti impedisce di accedere.  

 

L'eccesso di potenza, innesca un decremento progressivo della sensibilità del ricevitore satellitare, per cui, Se inizialmente da Roma, impegni il satellite con una verticalina con 500 mw, per 15 minuti, dopo qualche anno, per ottenere lo stesso risultato di connessione e tempo di mantenimento, devi "caricare" 50 watt con antenne direttive.

 


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