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L'elenco che segue, l'ho prelevato da Internet attraverso il motore di ricerca Google digitando la stringa

elenco parlamentari inquisiti.

Lascio a te ogni commento al riguardo.

Berlusconi Silvio (Forza Italia)    

Il nostro presidente del Consiglio è un autentico fuoriclasse, sarebbe impossibile citare tutte le vicende giudiziarie che lo riguardano.   

Inquisito per falso in bilancio, fondi neri, evasione fiscale e corruzione. In Spagna è accusato di altri reati fiscali e di violazione della legge antitrust. E' già stato condannato in sentenza definitiva a due anni e tre mesi di prigione per falso in bilancio, ma i suoi avvocati sono riusciti a forza di rinviare e ostacolare i processi a far cadere molti reati in prescrizione.

Berruti Massimo (Forza Italia) Condannato per favoreggiamento in un processo per tangenti alla Guardia di Finanza.  

Indagato dai Carabinieri per collusioni con la mafia.

Bossi Umberto (Lega Nord) Condannato a otto mesi nel processo per la maxi-tangente Enimont.  

A parte questo, ha avuto qualche “problema”con le autorità dello Stato italiano, che stenta a riconoscere pur essendone ministro:  

resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e vilipendio.  

Che strano, una personcina così affabile     

Brancher Aldo (Forza Italia) Arrestato per tangenti nel 1993, poi condannato nel 1999 a due anni e otto mesi in primo grado.

Briguglio Carmelo (AN) Indagato in Sicilia per attività clientelare.

Cantoni Giampiero (CdL) Accusato di corruzione e altri reati minori, ha patteggiato la condanna.

Carra Enzo (Margherita) Arrestato e condannato a un anno e quattro mesi per falsa testimonianza.

Colucci Francesco (Forza Italia) Condannato nel 1994 per voto di scambio, e poi assolto dopo un lungo iter giudiziario.  

Nel 1992 gli hanno trovato un archivio con migliaia di nomi e "interventi" (assunzioni, vari favori, raccomandazioni).     

E' quel grand'uomo che, fedele alla tradizione nostrana del "Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato", ha chiesto l'amnistia per i reati di Tangentopoli.

Comincioli Romano (CdL) Imputato per rapporti con la mafia, poi assolto. Accusato anche di bancarotta, è stato brevemente latitante e poi imputato in un processo per false fatture.

D'Alì Antonio (Forza Italia) Indagato per i rapporti tra la sua famiglia e un noto clan mafioso.

Degennaro Giuseppe (CdL) Condannato a sedici mesi per voto di scambio: si è rivolto alla mafia pugliese per comprare duemila voti.

Dell'Utri Marcello (Forza Italia) Condannato con sentenza definitiva a due anni e tre mesi per false fatture e frode fiscale.  

Accusato anche di corruzione dalla Procura di Milano e di irregolarità fiscali in Spagna.  

Attualmente egli è oggetto di inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa. 

A chi gli chiede conto delle sue amicizie con vari boss mafiosi risponde "Niente sacciu".  

Ha dichiarato espressamente di essersi candidato "per legittima difesa", per godere dell'immunità parlamentare e non finire così in galera.

Del Pennino Antonio (CdL) Accusato di ricettazione e di finanziamento illecito al partito nell'ambito dell'inchiesta Mani Pulite. 

Nel 1994 ha patteggiato una pena di due mesi per la maxi-tangente Enimont. Altro patteggiamento: un anno e quattro mesi per tangenti sulla metropolitana milanese.

De Rigo Walter (CdL) Imprenditore di Belluno.   

Un finanziamento dell'Unione Europea è passato per le sue tasche nei primi anni Novanta e non ne è più uscito.    Ha patteggiato.

Drago Giuseppe (Ccd) Un grande smemorato:     

indagato per aver omesso di presentare il conto dei soldi spesi nell'esercizio delle sue funzioni nel periodo in cui era presidente della Regione siciliana.

Fallica Giuseppe (Forza Italia) Condannato a quindici mesi per false fatture.

Firrarello Giuseppe (Forza Italia) Accusato di tangenti per l'appalto dell'ospedale di Catania.  

Nel 1999 la Procura ha chiesto il suo arresto ma il Senato ha negato l'autorizzazione.    Scomparse nel nulla le intercettazioni telefoniche che lo accusavano, mentre è ancora in mano alla Magistratura una registrazione in cui si sente il mafioso Enrico Incognito gridare: "Firrarello, anche tu mi hai abbandonato!". Vatti a fidare degli amici.

Forte Michele (Ccd) Già arrestato nel 1992.   

Attualmente in attesa di giudizio per concussione.

Frigerio Gianstefano (Forza Italia) Candidato ed eletto a Perugia, è stato arrestato immediatamente dopo l'elezione  

(tanto per non perdere l'abitudine: tra il '92 il '93 era già stato arrestato tre volte): l'accusa è sempre di tangenti.     

Ha subito tre condanne definitive, per un totale di sette anni. 

Durante la campagna elettorale era latitante (!).  

Forse aspira alla successione di Berlusconi?

Gianni Giuseppe (Cdu) Arrestato nel 1998 e condannato in primo grado a tre anni per tangenti su lavori stradali.

Giudice Gaspare (Forza Italia) Accusato di associazione mafiosa, riciclaggio e rapporti diretti con alcuni boss di rilievo.  

Incastrato dalle intercettazioni telefoniche, la Camera ha negato l'arresto.

Grillo Luigi (Forza Italia) Accusato di truffa aggravata.

La Malfa Giorgio (CdL) Condannato a sei mesi per la maxi-tangente Enimont.

Lo Porto Guido (AN) Condannato a sedici mesi nel 1969:  

sulla sua auto trovarono armi da guerra.  

Con lui c'era Pierluigi Concutelli, leader di ordine nuovo e plurinquisito per terrorismo.

Lupi Maurizio (Forza Italia) Indagato per abuso d'ufficio e truffa.

Maroni Roberto (Lega Nord) Accusato di resistenza e oltraggio, condannato a otto mesi in primo grado.     

Quando è stato candidato al ministero della Giustizia si sono messi tutti a ridere.

Mauro Giovanni (Forza Italia) Arrestato nel 1998 per tangenti.  

Accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Mormino Nino (Forza Italia) Indagato per contatti con la mafia, dietro segnalazione di numerosi pentiti.     

nel 1996 le accuse sono state dichiarate non fondate.

Nespoli Vincenzo (AN) Rinviato a giudizio per aver chiesto assunzioni in cambio di permessi.

Nicolosi Nicolò (CdL) Coinvolto nel processo per assunzioni pilotate alla Forestale siciliana.    

Accusato di voto di scambio, è stato arrestato e poi assolto.

Pisanu Giuseppe (Forza Italia) Come molti altri parlamentari, e come lo stesso Silvio Berlusconi, era iscritto alla loggia P2;  

per questo è stato iscritto nel registro degli indagati e costretto a dimettersi dal Governo nell'83.    

Dieci anni dopo è stato riesumato come forzista, oggi gli hanno affidato un ministero che non esiste, quello "per l'attuazione del programma".

Previti Cesare (Forza Italia) Imputato per corruzione di giudici a Roma.

Salini Rocco (CdL) Quand'era presidente della Regione Abruzzo è stato arrestato insieme a tutta la Giunta durante un'indagine sui finanziamenti dell'Unione Europea. Accusato di falso nella graduatoria delle assegnazioni.  

Condannato a un anno e quattro mesi, ha patteggiato.  

 Ha una questione aperta con il Tar per essere stato rieletto in regione nonostante la condanna.

Scajola Claudio (Forza Italia) Ha segnato un record: è il primo ministro degli Interni ad essere stato in carcere (settantuno giorni tra il 1983 e il 1984). Accusato di aver favorito la mafia nell'appalto per la gestione del Casinò di Sanremo. Il giudice istruttore l'ha prosciolto.

Sodano Calogero (Ccd) Condannato a un anno e mezzo per aver consentito l'abusivismo edilizio intorno all'area archeologica di Agrigento.  

In cambio ha ottenuto vantaggi elettorali      

Squeglia Pietro (Ppi) Arrestato nell'86 per irregolarità edilizie e processato per altri abusi. E' stato assolto, ne è uscito pulito e l'Ulivo ha deciso di ricandidarlo.

Sudano Domenico (Ccd) Condannato nel 1995 per un concorso truccato.

Ha patteggiato un anno e mezzo e ha evitato il carcere.

Tomassini Antonio (Forza Italia) Condannato per falso a tre anni con sentenza definitiva.   

Quand'era medico a Busto Arsizio, l'attuale responsabile della Sanità di Forza Italia ha contraffatto e poi distrutto un esame di una bambina nata con problemi cerebrali.  

Vuole chiedere la revisione del processo.

Verdini Denis (Forza Italia) Indagato per falso in bilancio.

Verro Antonio (Forza Italia) Indagato per abuso d'ufficio.

Vito Alfredo (Forza Italia) Indagato e arrestato dal pool Mani Pulite per tangenti e rapporti con la camorra. 

Patteggiò e restituì 4 miliardi.    

Abbandonò la politica, ma dieci anni dopo è stato rieletto tra i Berluscones, commosso dal coro unanime degli inquisiti di Forza Italia: "Avanti, c'è posto!".

Vizzini Carlo (CdL) Accusato di aver intascato una tangente di 300 milioni, condannato a dieci mesi. In appello è riuscito a far cadere il reato in prescrizione.  

 


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