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Per spiegare
in modo sintetico il funzionamento di un trasmettitore a valvole in onda
media, ho deciso di non avvalermi di foto,
ma solo delle parole, sperando che gli esperti del settore, non siano
troppo severi con me. Mi rivolgo
ad un pubblico composto prevalentemente da persone che sanno poco o nulla di
radio e di valvole, le quali vorrebbero iniziare a capirci qualcosa in più di
una materia tanto affascinante. Il
trasmettitore, lo ricordo, è il mezzo, o lo strumento, attraverso il quale, accendendo la radio,
puoi ascoltare le voci, la musica e tutto ciò che ti interessa. La bassa
frequenza, non è altro che la voce, o la musica che ascolti, mentre l'alta
frequenza, è un onda radio silenziosa , denominata portante, che trasporta
questi suoni fino a te. Immagina che
in assenza di bassa frequenza, ossia dei suoni o delle voci, le onde radio,
si propaghino nello spazio, generando un silenzio nella tua radio, proprio
come quando c'è un vuoto fra una canzone e l'altra. Una
trasmissione completa, è in pratica costituita da un'onda continua, la
portante, e da una modulata, che invece varia a seconda della sua intensità,
più o meno grande, come più o meno forte, è la musica che stai ascoltando. Ciò
premesso, inizio col dirti che un segnale di bassa frequenza, entra nel
trasmettitore, attraverso una valvola di tipo
doppio triodo, per essere preamplificato. La prima
sezione della valvola, effettua un primo livello di amplificazione del segnale ricevuto , che
viene poi prelevato dall'anodo tramite un condensatore ed inviato sulla
griglia del secondo triodo. L'anodo di
questo triodo, è direttamente collegato alla griglia schermo di un pentodo,
il cui compito è quello di generare la potenza necessaria al trasmettitore
per farsi sentire. Le
variazioni di tensione sull'anodo del triodo, causate dalla variazione del segnale di bassa frequenza, fanno
variare anche la tensione sulla griglia schermo del pentodo ottenendo così,
la modulazione di Bassa Frequenza più
il segnale di Alta Frequenza, cioè, una trasmissione completa. Essa è
costituita come dicevo in precedenza, da una portante ed una modulazione. La frequenza
generata dal trasmettitore, varia da L'alimentazione
anodica varia normalmente da Per individuare
quale sia il valore più corretto e per ottenere una buona potenza d'uscita in
antenna, è necessario procedere sperimentalmente. In
ottemperanza alle Norme vigenti che prevedono l'uso strettamente personale ed
all'interno delle pareti domestiche di un trasmettitore con le
caratteristiche sopra indicate, ti consiglio di utilizzare un'antenna corta
come ad esempio, uno stiletto per
radiolina a transistor e. Infine, la
quantità di modulazione, può essere modificata,, cambiando il valore del
resistore di carico anodico sul secondo triodo, oppure, regolando più semplicemente, il segnale in ingresso;
mentre, per evitare di disturbare le radio "ufficiali", occorre cercare
una frequenza di trasmissione, più silenziosa, variando l'induttanza della
bobina o la capacità del condensatore in parallelo ad essa. |
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